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Archive for aprile 2010

Primavera.

Credo di non aver mai davvero compreso il significato dell’espressione  “Il tempo vola” come in questo momento. Da quando ho memoria, ho sempre vissuto i mesi invernali in attesa della primavera, del caldo, del sole, contro il freddo e il grigio che mi intorpidivano e sembravano non finire mai. Gli inverni si trascinavano in giornate più o meno tutte uguali, le estati intense e sempre troppo brevi, una rassicurante routine in cui quasi sempre potevo prevedere luoghi e persone attorno a me.

Questa mattina mi sono alzata e mi sono resa conto che era – è primavera. Ho visto il sole che filtrava dalla finestra della cucina, che le mie coinquiline avevano lasciato aperta, l’aria tiepida, e stupidamente ho notato il mio cappotto invernale abbandonato sull’attaccapanni da più di una settimana, ormai. Per la prima volta, questa consapevolezza mi ha regalato una morsa allo stomaco che somigliava più alla nausea che alla gioia. Ho fatto tutto con una lentezza esasperante – le valigie, il letto, preparare il pranzo, lavare i piatti, raccogliere le mie cose disseminate in giro per l’appartamento – e, con il lettore nelle orecchie e il werther nella borsa, mi sono diretta ai giardini. Con in testa i momenti più belli che quest’inverno mi ha regalato – cronologicamente ultimo: la serata di ieri sera con coinquiline ed amiche per festeggiare il compleanno di Giulia, trascorsa fra risate, lettura di manuali per l’interpretazione degli uomini, cicchetti, discoteca, partita a carte in pigiama.. semplicemente una meraviglia -camminavo per Bologna, non del tutto sicura di voler arrivare ai giardini. Dopo un saluto a piazza maggiore (non senza sorridere da sola, ripensando ad Anna e a tutti i nostri discorsi sul Nettuno…), cinque minuti davanti al portone di casa di L., una mezz’ora alla feltrinelli e uno sguardo al cancello dei giardini, sono tornata a casa. E tutto quello a cui riuscivo a pensare, è che il tempo va troppo veloce. Che avrei voluto essere una di quelle persone che fanno progetti, chiari, definiti, che sanno quello che vogliono.

Perchè no, anche più diplomatica e meno emotiva.

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