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Archive for maggio 2010

E considerando la data del mio ultimo post, anche il mio blog ne ha risentito.

Ho sempre creduto (ciecamente, sempre che ci siano altri modi di “credere” in qualcosa) nella potenza comunicativa della scrittura. Per una persona come me, rappresentava l’unico modo possibile per mettere le altre persone, talvolta me stessa, davanti a quello che provavo. Ho sempre dato per scontato che le sensazioni si potessero afferrare a due mani per essere osservate meglio; che si potessero incastrare in una frase – seppure scritta – per distaccarcisi almeno per un secondo; che certe maliconie rimanessero in un angolo preciso, lì, difficili da localizzare ma facili da raggiungere e riportare alla luce. Beh, questa volta potrei usare tutte le parole che conosco per scivolare in un paragrafo banale, leggermente strappalacrime ma pieno di immagini altamente poetiche ,oppure semplicemente arrendermi alla realtà : le emozioni non si dissezionano, le sensazioni, le malinconie, non se ne ritornano semplicemente in un angolo dopo che ci hai appiccicato la tua stupida etichetta sopra. Per quanto ci piaccia pensarlo – sì, Aristotele, dico a te – ,”razionale” è l’ultimo aggettivo che può essere accostato all’uomo.

Per oggi, non ha nessun senso rimuginarci su, per oggi, non scomoderò inutilmente le parole.

Per oggi, questo cielo grigio parla per me, meglio di me.

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