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Archive for settembre 2010

Ci sono persone che non importa come, quando e perchè, riescono sempre a rimetterti in equilibrio. Mentre noi perdiamo ore a cercare di capire cosa manca, a sentirci stupidi, a rimproverarci per mille ragioni diverse, loro arrivano, e come se fosse niente, in tutta semplicità, ti rimettono in piedi. Così. Ti scuotono un po’, in meno di 5 minuti è già tutto okay, tutto perfetto, tutto di nuovo pronto a funzionare; loro controllano, e ripartono. Ti verrebbe da guardare te stesso con meraviglia come un piccolo pinocchio appena trasformato in bambino, cercando cosa non andava, mentre ti chiedi – ma era così evidente? come? ma cos… – e ti senti piccolo piccolo piccolo. Di colpo, è come se avessi ancora 14 anni, in quel sacco a pelo, in quel pomeriggio di sole, in quelle sere al caldo, in quei pomeriggi di condivisione. 15 anni, nelle gelide mattine in stazione, nei tiepidi pomeriggio, in bicicletta, in refettorio. 16 anni, le giornate in piscina, il sole, le gite, quelle montagne, sempre le nostre montagne, lo spazzolone come microfono, la giostrina, i biglietti incastrati sotto le assi del pavimento, i trenini nel letto, le confidenze notturne. Le eterne telefonate, le giornate, i concerti, i balli, i pomeriggi, sempre le bici, sempre il sole, il campanile, le letterine, i messaggi, le pizze, i film, le passeggiate. 17, 18, 19, 20 anni.
Dell’amicizia potranno dire di tutto, non c’è niente che valga più di tutto questo, di uno sguardo incantato, del cuore pieno, del sentirsi leggeri. Di un’ape che ha visto il mondo, dell’ennesimo sorriso scrivendo davanti al computer. Non si è mai troppo stanchi, dopo una serata come questa.

Io stasera non ho equilibrio per nessun altro: la mia piccolissima dose è finita in una maglietta verde chiaro che deve ritornare in quella valigia. Pronta per un altro viaggio. Lei.

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